INTELLIGENZA ARTIFICIALE

COED: un redattore virtuale in redazione

  • Il progetto COED Digital editor IA di mediaimmagine, sostenuto dalla Regione Friuli-Venezia Giulia attraverso la concessione per il periodo ottobre 2024-dicembre 2025, DGR n. 2003/2023, di un contributo di euro 33.689,52 a sostegno delle attività d’innovazione,  è consistito nello studio e sviluppo di un assistente virtuale giornalistico integrato nelle attività della redazione, dialogante con altri agenti IA basati su LLM. La premessa: per quanto molto ricco di funzioni, COED Digital Editor IA non va paragonato, per contesto, a nessuno degli agenti IA già molto noti al pubblico. Ne incorpora alcune delle caratteristiche, suggerisce e propone alla lettura da parte degli agenti IA stessi informazioni originali altrimenti non disponibili o difficili da notiziare, le avvicina fortemente al lavoro quotidiano dei giornalisti, ed è una declinazione e integrazione, di grande valore per la nostra realtà, degli stessi nella vita di redazione e nei nostri processi e metodi di lavoro, ma non un competitor di ChatGPT o un’alternativa completa alle IA già presenti sul mercato.

Il progetto, conclusosi con successo il 30 novembre 2025 dopo 18 mesi di attività dei nostri collaboratori interni e consulenti esterni, è stato caratterizzato da studio e analisi dei requisiti, del campo di applicazione, di un’architettura software e di un processo aziendale interno tale da consentire la connessione, attraverso API, alle IA oggi presenti sul Cloud, rispettando attentamente precisi prerequisiti:

  • adattabilità di queste interfacce, e soprattutto del comportamento dell’IA alla quale sono state collegate, all’attività quotidiana di mediaimmagine al fine di ottenere assistenza e creatività dall’IA e non solo mere, e non desiderate, funzioni di scrittura testo o presentazione di contenuti;
  • rispondenza delle IA ai criteri economici che caratterizzano mediaimmagine come microimpresa, ovvero contenimento dei canoni d’uso dell’IA nell’ottica di poter ottenere il rapporto costi/benefici migliore possibile. mediaimmagine non è un grande editore e non può sostenere costi troppo alti per l’accesso alle IA professionali, e allo stesso tempo ha le stesse esigenze, in alcuni contesti, di una grossa società editrice;
  • adattabilità delle interfacce scelte all’analisi, miglioramento e verifica di contenuti pubblicabili e notiziabili per le testate online della quale mediaimmagine è editrice (in particolare, nel progetto: trieste.news oggi diretta da Francesco Viviani con supplemento gorizia.news, poi udine.news e pordenoneoggi.it dirette da Maurizio Pertegato, senza pubblicazione autonoma fatta dall’IA, in quanto lo scopo è l’uso di un assistente redazionale (una “studentessa redattrice”: “COED”) e non la sostituzione del lavoro dei giornalisti, ma il miglioramento della loro esperienza quotidiana e un aiuto a migliorare i processi aziendali e il lavoro dei collaboratori umani di COED, riducendo gli errori ed eliminando passaggi manuali superflui.
  • possibilità di applicare quanto realizzato a una realtà specifica della comunicazione del Friuli-Venezia Giulia intesa come caso di studio e raccolta di contenuti multicanale (articoli, persone, contenuti Social, contenuti video), con possibilità di simulazione e mantenimento dell’adattabilità ad altri insiemi che caratterizzano realtà diverse.

Tutti questi prerequisiti sono stati pienamente rispettati. Le IA scelte da mediaimmagine, dopo le analisi e le simulazioni, per l’interfacciamento a COED sono:

  • Claude, famiglia di modelli di IA generativa molto avanzata sviluppata da Anthropic e particolarmente adatta all’applicazione e all’innovazione di processo nel settore del giornalismo e comunicazione. Anthropic è infatti una società partecipata Amazon che ha come fondatore e CEO l’italoamericano Dario Amodei; si contraddistingue per poter comprendere e rispondere al suo utilizzatore attraverso la generazione di testi molto simili alle modalità d’uso del linguaggio umano, e per essere basata su Constitutional AI, che ha alla base modelli etici come guida alle risposte, e si ispira alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;
  • ChatGPT di OpenAI, l’IA probabilmente più conosciuta al mondo. mediaimmagine ha scelto però di prediligere Anthropic Claude piuttosto che ChatGPT, alla quale comunque le interfacce sviluppate si sono appoggiate in supporto, in quanto l’interfaccia di Claude è molto più semplice, intuitiva e adatta. mediaimmagine, per il progetto COED, necessitava di una più contestualizzata metodologia di risposta, che Claude garantisce: Claude è, in modo migliore, un’assistente, ovvero ciò di cui avevamo bisogno. È inoltre possibile chiedere a Claude di lasciar perdere tutto ciò che non è direttamente attinente allo scopo della domanda posta. mediaimmagine, inoltre, aveva bisogno di declinare l’Intelligenza Artificale all’interno della sua attività iper-locale e specifica.
  • Cursor AI di Anysphere, società fondata da ingegneri del MIT. Cursor è un agente AI particolarmente adatto allo sviluppo di software, ma non solo: può proficuamente essere utilizzato anche per la produzione di dashboard personalizzate, per porre domande a più AI contemporaneamente, per la redazione di testo e di report tecnici e manualistica e “How-to”. Cursor AI utilizzato come agente ha permesso anche a personale giovane, non esperto e in formazione di personalizzare con facilità algoritmi, presentazione dei dati, interfacce di risposta con estrema facilità e rapidità, in una o due giornate/uomo di lavoro anziché in settimane o mesi, con la riduzione del 95% dei passaggi manuali necessari e il solo utilizzo di strumenti Open come, ad esempio, Phyton.
  • Stable Diffusion di Stability, società del Regno Unito. Stable Diffusion è un modello di IA generativa Open Source che crea immagini e video a partire da descrizione testuale (“prompt”) come altre, ma che a differenza di altre è aperta. La sua interfaccia e i modelli dai quali l’immagine viene generata possono essere installati e personalizzati localmente, su workstation grafiche dedicate, anziché esclusivamente dal Cloud. Ulteriore caratteristica di Stable Diffusion è quella di potersi adattare a modelli diversi di generazione immagini: dal Cartoon al fotorealistico e praticamente identico alla foto scattata dall’uomo, all’arte astratta ispirata a grandi autori, al disegno, nel rispetto del diritto d’autore, che attraverso strumenti Cloud è molto meno controllabile. Questa Intelligenza Artificiale è utilizzata da mediaimmagine per lo sviluppo di contenuti grafici e creativi. 

La società che mediaimmagine ha scelto come partner per la consulenza e parte rilevante dell’implementazione di COED è la triestina AI Fabric con CEO Paolo Visintin, esperta sia dell’analisi che dell’integrazione e applicazione pratica di tecnologie d’Intelligenza Artificiale alla quotidianità del lavoro d’ogni giorno.

Durante le fasi di implementazione del progetto, nel corso del 2025 è arrivato (non a sorpresa, ma come attività di adeguamento che era stata prevista), l’AI Act (Regolamento UE 1689/2024). La legge italiana ha aggiunto agli obblighi previsti dal GDPR (protezione dei dati personali) quello di «spiegabilità» dei sistemi di Intelligenza Artificiale:

  • l’articolo 4 comma 3 del GDPR prevede che le informazioni siano rese «con linguaggio chiaro e semplice, in modo da garantire all’utente la conoscibilità dei relativi rischi e il diritto di opporsi ai trattamenti autorizzati dei propri dati personali»;
  • ottenendo così un doppio livello di trasparenza ovvero: sia sui dati trattati, che sui meccanismi decisionali dell’IA;
  • cardine è il principio di minimizzazione dei dati già previsto dal GDPR: vanno trattati solo i dati che servono, quando servono, esclusivamente per il periodo per il quale il trattamento serve. 

Nel suo lavoro e nel progetto “COED”, mediaimmagine ha recepito questa normativa, ponendo attenzione a non diffondere mai direttamente all’esterno (verso il pubblico) dati generati con l’ausilio di Intelligenza Artificiale senza rendere questo palese (con l’apposizione di informazioni: icone presenti su tutti i nostri portali di notizie), e il contesto scelto per il test e per la prima applicazione d’uso di “COED” in redazione è stato quello che riguarda dati già per definizione “resi manifestamente pubblici dall’interessato”: le attività politiche e istituzionali (Comuni, Regione) in Friuli-Venezia Giulia. Va notato, ed è importante, che l’AI Act come eccezione significativa consente l’uso di dati sensibili da parte dell’Intelligenza Artificiale se questa è supervisionata dall’uomo e quando essa consente o facilita, attraverso l’eliminazione di “bias” (sia algoritmici che umani), di individuare e correggere discriminazioni sociali, di genere, di nazionalità e nel lavoro ad esempio, con pseudonimizzazione e misure tecniche di garanzia adeguate, che mediaimmagine ha implementato (come: utilizzo dell’IA esclusivamente su rete privata e riservata al personale dipendente, e mai pubblicazione diretta di un contenuto generato da IA senza supervisione).

Passaggio ancora successivo è stato la realizzazione dell’interfaccia utente (sia WebApp via browser, che App per dispositivo Mobile, attualmente in fase sperimentale): l’interfaccia, domiciliata su Private Virtual Cloud in datacenter UE per l’infrastruttura (servizio fornito dal partner Shellrent), sulle soluzioni Cloud di Microsoft (365, Azure Cloud, Fabric), nonché sugli strumenti di dialogo uomo-macchina sviluppati con Cursor da mediaimmagine stessa in linguaggio Python, ha reso disponibile l’agente COED sulle postazioni di lavoro di ciascuna delle giornaliste e comunicatrici della redazione di mediaimmagine stessa e su dispositivi mobili (App pubblicata su Google Play e App Store). 

Con il completamento del progetto COED, mediaimmagine ha ora a disposizione una collaboratrice IA che ogni giorno lavora assieme al personale umano. La nostra agente IA risponde a una domanda contestualizzandola, verificandone l’appropriatezza, e producendo contenuti, anche creativi, privi di errori, che possono essere messi a disposizione della redazione. Lo fa attraverso le interfacce realizzate, automaticamente oppure su richiesta, sia sulle loro postazioni di lavoro che via App per dispositivi mobili. COED aiuta i collaboratori e i giornalisti nelle loro mansioni quotidiane, eliminando o riducendo quelle più ripetitive, e consentendo maggior valore aggiunto finale. Il tutto in modo sicuro (attraverso la protezione dei dati e delle transazioni) e nel rispetto del diritto d’autore (essendo il materiale messo a disposizione dell’IA COED di proprietà intellettuale di mediaimmagine, collegato all’accesso diretto a basi dati di mediaimmagine e non destinato a un impiego immediato ma interno, e solo successivamente, e dopo il lavoro redazionale umano, alla pubblicazione). A COED, abbiamo dato anche un’immagine, che evolverà assieme al progetto e che ha “preso vita” dall’esame dei curriculum vitae e delle fotografie dei nostri collaboratori e delle collaboratrici in carne e ossa. Lo sviluppo dell’IA redazionale di mediaimmagine, inoltre, non si conclude con questo progetto, ma prosegue in nuove direzioni.

30.11.2025 – team del progetto COED mediaimmagine: 

Giulia Boscarol, Agata Cragnolin, Sara Olsen, Clara Caucci (fino a settembre 2025), Damiano Scrigni, Roberto Srelz, Chiara Verdichizzi (fino a settembre 2025)


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